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Sintesi.
     
La  guerra  aveva provocato gravissime perdite umane e danni materiali
assai  ingenti.  In molti paesi la distruzione delle infrastrutture  e
delle  installazioni produttive rendeva assai difficili le  condizioni
di vita delle popolazioni.
La  questione  degli assetti geopolitici era gi stata  affrontata  da
Stati  Uniti, Unione Sovietica ed Inghilterra ancora prima della  fine
della  guerra. Nel giugno del 1945 venne fondata l'ONU, che,  come  la
Societ  delle  nazioni,  si  proponeva  quale  fine  fondamentale  il
mantenimento della pace, ma che risulter talvolta inefficace  per  la
possibilit dei cinque membri permanenti del consiglio di sicurezza di
esercitare il diritto di veto.
La  definizione  dei nuovi confini in Europa, decisa dai  trattati  di
pace  firmati  a  Parigi nel 1947, fu seguita da  massicce  migrazioni
interne.  (Paragrafo 1).
Terminata  la  seconda guerra mondiale, attorno  agli  Stati  Uniti  e
all'Unione  Sovietica,  che rappresentavano  due  modelli  di  societ
antitetici ed ambivano ad affermare la propria egemonia, si  formarono
due  blocchi di stati contrapposti. Il ricorrente scoppio di contrasti
e  di  conflitti  nelle  aree di maggiore attrito  dette  inizio  alla
cosiddetta "guerra fredda".
L'URSS  estese  la  sua  influenza soprattutto sui  paesi  dell'Europa
orientale,  sottoponendoli  al  suo controllo  economico,  politico  e
militare. Gli USA, per contenere l'espansionismo sovietico e  impedire
il  successo delle sinistre nei paesi sottoposti alla loro  influenza,
attuarono  numerosi  interventi  diplomatici,  economici  e  militari.
(Paragrafo 2).
Nei   paesi   dell'Europa  orientale  si  formarono  regimi  comunisti
subordinati  all'URSS. Tale subordinazione non  venne  per  accettata
dalla  Iugoslavia, che, guidata dal maresciallo Tito, usc dall'orbita
sovietica ed assunse una posizione equidistante tra i due blocchi.  Il
timore  che  l'esempio  di Tito venisse seguito  nei  paesi  satelliti
spinse  l'URSS ad attuare una durissima repressione di ogni  forma  di
dissenso.
In  Germania i contrasti tra Unione Sovietica, da una parte,  e  Stati
Uniti,  Francia e Inghilterra, dall'altra, portarono alla costituzione
di  due  diversi  stati  nel  1949: ad ovest  la  repubblica  federale
tedesca,  inserita  nel  blocco  occidentale;  ad  est  la  repubblica
popolare tedesca, sottoposta all'influenza sovietica.
Nel  1949 si formarono anche il Patto atlantico e la successiva  NATO,
un'alleanza politico-militare

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difensiva tra gli Stati Uniti e le nazioni europee inserite nella loro
orbita,  e  nel  1955  il Patto di Varsavia, un'analoga  alleanza  tra
l'URSS e i paesi dell'Europa orientale.  (Paragrafo 3).
In  Cina  gli  scontri  tra i nazionalisti  di  Chiang  Kai-shek  e  i
comunisti  di  Mao  Tse-tung si conclusero con la vittoria  di  questi
ultimi,  che  il  1 ottobre del 1949 proclamarono  la  nascita  della
repubblica popolare cinese.
Con  l'avvento  del comunismo in Cina la contrapposizione  tra  i  due
blocchi  si estese anche all'Asia. In Corea i contrasti tra il  regime
comunista  del  nord e quello filostatunitense del sud sfociarono  nel
1950  in  un vero e proprio conflitto armato. L'ONU decise l'invio  di
una  spedizione  internazionale,  quasi  esclusivamente  composta   da
americani,  a  sostegno dei sudcoreani, mentre la Cina  intervenne  in
aiuto dei nordcoreani. Dopo momenti di grave tensione, nel luglio  del
1953  venne concluso un armistizio che mantenne inalterati  i  confini
tra  i  due  stati  coreani. Dopo la guerra di Corea gli  Stati  Uniti
intensificarono  il  loro impegno per il contenimento  del  comunismo.
(Paragrafo 4).
Verso  la  met  degli  anni Cinquanta inizi un periodo  di  relativa
distensione nelle relazioni internazionali. Determinante fu  l'avvento
al  potere  in  Unione  Sovietica di Nikita  Sergeevic  Kruscev,  che
abbandon  i metodi repressivi staliniani denunciandone la  ferocia  e
adott   una  politica  estera  fondata  sull'idea  della  coesistenza
pacifica.  Contemporaneamente,  le due superpotenze  consolidarono  la
propria  supremazia  all'interno delle  rispettive  zone  d'influenza,
manifestando la disponibilit ad una reciproca legittimazione.
La  destalinizzazione  avviata da Kruscev incoraggi  il  dissenso  in
Polonia  e  in  Ungheria,  dove, nel 1956, si  verificarono  imponenti
manifestazioni  popolari,  delle  quali  era  evidente  il   carattere
antisovietico.  In  entrambi i paesi l'ordine  venne  ristabilito  con
l'intervento  delle  truppe  sovietiche; particolarmente  dura  fu  la
repressione in Ungheria.
Mentre si svolgevano i fatti d'Ungheria, era scoppiata una grave crisi
internazionale,  in  seguito  all'invasione  dell'Egitto  attuata   da
Israele,  Francia  e Inghilterra, dopo che il leader  egiziano  Nasser
aveva deciso la nazionalizzazione della compagnia del canale di Suez a
prevalente  capitale  anglo-francese. La questione  venne  rapidamente
risolta  dal  deciso  e  concorde  intervento  degli  Stati  Uniti   e
dell'Unione Sovietica, che costrinse inglesi, francesi ed israeliani a
ritirarsi dai territori occupati. (Paragrafo 5).
Gli  Stati  Uniti,  la  cui economia non era stata  danneggiata  dalla
guerra ma anzi potenziata, non avevano problemi di ricostruzione bens
di  riconversione. Per questo il presidente Truman avvi un  programma
analogo  al  new  deal  rooseveltiano, che per venne  osteggiato  dal
congresso.  Dotati del pi potente apparato produttivo e in  grado  di
esercitare  la  supremazia nei rapporti monetari  internazionali,  gli
Stati  Uniti  detenevano  il dominio incontrastato  dell'intero  mondo
capitalistico.
La  politica  estera  americana fu finalizzata al  consolidamento  del
ruolo  di  stato-guida del blocco occidentale e  al  contenimento  del
comunismo, attraverso interventi diplomatici, economici e militari. La
paura  del  comunismo influ anche sulle vicende interne  e  raggiunse
punte   di   fanatismo  in  seguito  alle  iniziative   del   senatore
repubblicano  MacCarthy. Causa di costante tensione  fu  la  questione
razziale;   la   popolazione  nera  dette  vita  ai  primi   movimenti
organizzati per il riconoscimento dei fondamentali diritti politici  e
civili,  ottenne  qualche  successo, ma non  riusc  ad  intaccare  la
prevalente mentalit segregazionista. (Paragrafo 6).
I gravissimi danni inferti dalla guerra costrinsero l'Unione Sovietica
ad  un  poderoso sforzo per la ricostruzione. Questa avvenne in  tempi
rapidi, ma risult squilibrata a vantaggio dell'industria pesante e  a
detrimento dell'agricoltura e della produzione dei beni di consumo; le
condizioni  di  vita di gran parte della popolazione  restarono  assai
misere.
Gli ultimi anni della dittatura di Stalin furono contrassegnati da una
durissima  repressione,  che cost la vita a numerosi  dissidenti.  Il
nuovo   leader,   Nikita  Sergeevic  Kruscev,  abbandon   i   metodi
staliniani,   denunciandone  la  ferocia,   e   avvi   una   limitata
liberalizzazione  del  sistema politico; in  politica  estera  altern
iniziative per la distensione a prove di forza.  (Paragrafo 7).
In  Francia  la costituzione del 1946 dette vita ad una repubblica  di
tipo parlamentare. Ripetute crisi di governo causarono una persistente
instabilit  politica, nonostante la quale venne avviata con  successo
la  ripresa economica. L'ostinata difesa dell'impero fu alla  base  di
una fallimentare politica estera. Nel 1958 una nuova costituzione, che
dette  origine  alla  quinta repubblica, assegn  maggiori  poteri  al
presidente della repubblica.

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La  repubblica federale di Germania fu retta da un governo guidato dal
leader  dell'unione  cristiano- democratica Konrad  Adenauer  sino  al
1963. Il lungo periodo di stabilit politica favor una rapida ripresa
dell'economia,   alla  quale  contribuirono  anche   i   finanziamenti
statunitensi e l'ampia disponibilit di manodopera a basso costo.
In  Inghilterra  i  laburisti  vararono riforme  e  provvedimenti  per
garantire ai cittadini il soddisfacimento delle necessit primarie.  I
conservatori, tornati al potere nel 1951, riprivatizzarono le  imprese
siderurgiche  e  i  trasporti,  che  erano  stati  nazionalizzati  dai
precedenti   governi,  ma  non  smantellarono  le   riforme   sociali.
(Paragrafo .
